Come organizzare eventi nel tuo ristorante e massimizzare le prenotazioni (senza stress)
Come organizzare eventi nel tuo ristorante
e massimizzare le prenotazioni (senza stress)
Come organizzare eventi nel tuo ristorante
e massimizzare le prenotazioni (senza stress)
Come organizzare eventi nel tuo ristorante e massimizzare le prenotazioni (senza stress)
Gestione turni ristorante: come evitare caos con orari diversi
Gestione ristorante

Turni diversi, orari variabili e servizi complessi: come organizzare il ristorante senza creare caos e stress durante il servizio.
Indice contenuti
Quando la complessità cresce, ma l’organizzazione no
Turni diversi significano flussi diversi
Cosa succede in sala quando gli orari non sono chiari
Decidere prima, non spiegare dopo
Quando turni e orari diventano parte del metodo
Dove entra in gioco Plateform
Conclusione
Come gestire turni e orari diversi nel ristorante senza creare caos
In molti ristoranti il caos non nasce da un errore evidente.
Nasce da qualcosa di più sottile: giornate che non funzionano tutte allo stesso modo, ma vengono gestite come se lo facessero.
Un pranzo feriale non è una cena del weekend. Un doppio turno non è un servizio unico. Un brunch non segue le stesse logiche di una serata piena.
Eppure, molto spesso, il metodo resta identico.
Stesse abitudini, stesse regole implicite, stessa gestione “a memoria”.
Finché il locale è piccolo o i volumi sono bassi, questo approccio regge.
Quando i turni aumentano e gli orari si diversificano, inizia a creare attrito.
Quando la complessità cresce, ma l’organizzazione no
Quasi nessun ristorante nasce complesso. La complessità arriva dopo, come conseguenza naturale del successo.
Prima c’è un solo servizio, poi arriva il doppio turno, poi si allungano gli orari e infine entrano in gioco giornate ibride, eventi, formule diverse.
Il problema è che questa evoluzione raramente viene accompagnata da un cambio di metodo. Si continua a gestire tutto come prima, solo più velocemente.
È qui che il lavoro inizia a pesare: non perché ci siano più clienti, ma perché ogni giornata diventa diversa e imprevedibile, e nessuno ha una visione completa di come dovrebbe funzionare davvero.
Il vero nodo: turni diversi significano flussi diversi
Gestire turni diversi non significa solo cambiare orario di apertura.
Significa gestire ritmi, durate e aspettative differenti.
Un cliente che prenota a pranzo ha un’idea di tempo diversa da chi prenota a cena.
Un tavolo del primo turno non vive la serata come uno del secondo.
Un weekend ha dinamiche completamente diverse da un martedì.
Quando queste differenze non sono chiarite prima, finiscono tutte sul tavolo del servizio.
Ed è lì che diventano problemi.
Clienti che non sanno di dover liberare il tavolo. Tavoli che durano più del previsto.
Zone della sala bloccate mentre altre restano vuote.
Staff che deve continuamente rimediare, spiegare, adattarsi.
Non perché qualcuno stia lavorando male, ma perché le regole non sono state definite a monte.
Quando l’informazione non circola, il servizio si irrigidisce
Uno degli effetti più comuni dei turni mal gestiti è la perdita di fluidità.
Lo staff lavora bene, ma è costretto a intervenire continuamente. Il responsabile di sala deve decidere tutto sul momento.
Il titolare diventa il punto di riferimento costante per sciogliere nodi che non dovrebbero nemmeno formarsi.
Questo crea una pressione continua che si accumula, servizio dopo servizio.
Il problema non è la presenza di più turni.
È il fatto che ogni turno venga gestito come un’eccezione, invece che come parte di un disegno più ampio.
Gestire turni diversi significa decidere prima, non spiegare dopo
I ristoranti che riescono a gestire bene orari e turni differenti hanno una cosa in comune:
non lasciano che siano il servizio o lo staff a “spiegare” le regole.
Le decisioni principali sono già state prese prima:
quanto dura mediamente un tavolo in quel turno
quali sono le fasce più delicate
come si gestiscono gli arrivi in anticipo o in ritardo
come cambia la sala nei diversi momenti della giornata
Questo non rende il ristorante rigido.
Lo rende più leggibile.
Quando le informazioni sono chiare, lo staff lavora con più serenità.
Quando il flusso è comprensibile, anche il cliente si adatta meglio.
Quando turni e orari diventano parte di un metodo
Il vero salto di qualità avviene quando turni e orari smettono di essere “un problema da gestire” e diventano parte del metodo di lavoro.
Quando:
la giornata è visibile nel suo insieme
i flussi sono distinguibili
le informazioni non dipendono dalla memoria di qualcuno
le decisioni urgenti diminuiscono
In questi casi, anche giornate complesse diventano sostenibili.
Non perché siano più semplici, ma perché sono meglio organizzate.
Dove entra in gioco Plateform
È in questo punto che soluzioni come Plateform trovano il loro senso.
Non come strumento per “aggiungere funzionalità”, ma come struttura che rende leggibili turni, orari e flussi diversi in un unico sistema.
Collegare prenotazioni, sala, durate e informazioni permette al ristorante di gestire più turni senza moltiplicare il caos.
Non per automatizzare il lavoro, ma per togliere ambiguità prima che diventino problemi.
Quando il metodo è chiaro, il servizio torna a scorrere.
E i turni diversi smettono di essere una fonte di stress.
Conclusione
Gestire turni e orari diversi non è una questione di resistenza.
È una questione di metodo.
Quando il ristorante evolve, anche l’organizzazione deve farlo.
Altrimenti, ciò che nasce per ampliare le opportunità finisce per appesantire il lavoro quotidiano.
Un ristorante funziona davvero quando riesce ad adattarsi ai diversi momenti della giornata senza perdere controllo, fluidità ed equilibrio.
Ed è proprio lì che il caos smette di esistere.
Vuoi capire se il tuo metodo è adatto a gestire turni e orari diversi?
Puoi richiedere una demo gratuita di Plateform per vedere come organizzare prenotazioni, sala e flussi in modo coerente anche con più turni, orari variabili e giornate complesse.
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Gestione turni ristorante: come evitare caos con orari diversi
Gestione ristorante

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Quando la complessità cresce, ma l’organizzazione no
Turni diversi significano flussi diversi
Cosa succede in sala quando gli orari non sono chiari
Decidere prima, non spiegare dopo
Quando turni e orari diventano parte del metodo
Dove entra in gioco Plateform
Conclusione
Come gestire turni e orari diversi nel ristorante senza creare caos
In molti ristoranti il caos non nasce da un errore evidente.
Nasce da qualcosa di più sottile: giornate che non funzionano tutte allo stesso modo, ma vengono gestite come se lo facessero.
Un pranzo feriale non è una cena del weekend. Un doppio turno non è un servizio unico. Un brunch non segue le stesse logiche di una serata piena.
Eppure, molto spesso, il metodo resta identico.
Stesse abitudini, stesse regole implicite, stessa gestione “a memoria”.
Finché il locale è piccolo o i volumi sono bassi, questo approccio regge.
Quando i turni aumentano e gli orari si diversificano, inizia a creare attrito.
Quando la complessità cresce, ma l’organizzazione no
Quasi nessun ristorante nasce complesso. La complessità arriva dopo, come conseguenza naturale del successo.
Prima c’è un solo servizio, poi arriva il doppio turno, poi si allungano gli orari e infine entrano in gioco giornate ibride, eventi, formule diverse.
Il problema è che questa evoluzione raramente viene accompagnata da un cambio di metodo. Si continua a gestire tutto come prima, solo più velocemente.
È qui che il lavoro inizia a pesare: non perché ci siano più clienti, ma perché ogni giornata diventa diversa e imprevedibile, e nessuno ha una visione completa di come dovrebbe funzionare davvero.
Il vero nodo: turni diversi significano flussi diversi
Gestire turni diversi non significa solo cambiare orario di apertura.
Significa gestire ritmi, durate e aspettative differenti.
Un cliente che prenota a pranzo ha un’idea di tempo diversa da chi prenota a cena.
Un tavolo del primo turno non vive la serata come uno del secondo.
Un weekend ha dinamiche completamente diverse da un martedì.
Quando queste differenze non sono chiarite prima, finiscono tutte sul tavolo del servizio.
Ed è lì che diventano problemi.
Clienti che non sanno di dover liberare il tavolo. Tavoli che durano più del previsto.
Zone della sala bloccate mentre altre restano vuote.
Staff che deve continuamente rimediare, spiegare, adattarsi.
Non perché qualcuno stia lavorando male, ma perché le regole non sono state definite a monte.
Quando l’informazione non circola, il servizio si irrigidisce
Uno degli effetti più comuni dei turni mal gestiti è la perdita di fluidità.
Lo staff lavora bene, ma è costretto a intervenire continuamente. Il responsabile di sala deve decidere tutto sul momento.
Il titolare diventa il punto di riferimento costante per sciogliere nodi che non dovrebbero nemmeno formarsi.
Questo crea una pressione continua che si accumula, servizio dopo servizio.
Il problema non è la presenza di più turni.
È il fatto che ogni turno venga gestito come un’eccezione, invece che come parte di un disegno più ampio.
Gestire turni diversi significa decidere prima, non spiegare dopo
I ristoranti che riescono a gestire bene orari e turni differenti hanno una cosa in comune:
non lasciano che siano il servizio o lo staff a “spiegare” le regole.
Le decisioni principali sono già state prese prima:
quanto dura mediamente un tavolo in quel turno
quali sono le fasce più delicate
come si gestiscono gli arrivi in anticipo o in ritardo
come cambia la sala nei diversi momenti della giornata
Questo non rende il ristorante rigido.
Lo rende più leggibile.
Quando le informazioni sono chiare, lo staff lavora con più serenità.
Quando il flusso è comprensibile, anche il cliente si adatta meglio.
Quando turni e orari diventano parte di un metodo
Il vero salto di qualità avviene quando turni e orari smettono di essere “un problema da gestire” e diventano parte del metodo di lavoro.
Quando:
la giornata è visibile nel suo insieme
i flussi sono distinguibili
le informazioni non dipendono dalla memoria di qualcuno
le decisioni urgenti diminuiscono
In questi casi, anche giornate complesse diventano sostenibili.
Non perché siano più semplici, ma perché sono meglio organizzate.
Dove entra in gioco Plateform
È in questo punto che soluzioni come Plateform trovano il loro senso.
Non come strumento per “aggiungere funzionalità”, ma come struttura che rende leggibili turni, orari e flussi diversi in un unico sistema.
Collegare prenotazioni, sala, durate e informazioni permette al ristorante di gestire più turni senza moltiplicare il caos.
Non per automatizzare il lavoro, ma per togliere ambiguità prima che diventino problemi.
Quando il metodo è chiaro, il servizio torna a scorrere.
E i turni diversi smettono di essere una fonte di stress.
Conclusione
Gestire turni e orari diversi non è una questione di resistenza.
È una questione di metodo.
Quando il ristorante evolve, anche l’organizzazione deve farlo.
Altrimenti, ciò che nasce per ampliare le opportunità finisce per appesantire il lavoro quotidiano.
Un ristorante funziona davvero quando riesce ad adattarsi ai diversi momenti della giornata senza perdere controllo, fluidità ed equilibrio.
Ed è proprio lì che il caos smette di esistere.
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Turni diversi significano flussi diversi
Cosa succede in sala quando gli orari non sono chiari
Decidere prima, non spiegare dopo
Quando turni e orari diventano parte del metodo
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Come gestire turni e orari diversi nel ristorante senza creare caos
In molti ristoranti il caos non nasce da un errore evidente.
Nasce da qualcosa di più sottile: giornate che non funzionano tutte allo stesso modo, ma vengono gestite come se lo facessero.
Un pranzo feriale non è una cena del weekend. Un doppio turno non è un servizio unico. Un brunch non segue le stesse logiche di una serata piena.
Eppure, molto spesso, il metodo resta identico.
Stesse abitudini, stesse regole implicite, stessa gestione “a memoria”.
Finché il locale è piccolo o i volumi sono bassi, questo approccio regge.
Quando i turni aumentano e gli orari si diversificano, inizia a creare attrito.
Quando la complessità cresce, ma l’organizzazione no
Quasi nessun ristorante nasce complesso. La complessità arriva dopo, come conseguenza naturale del successo.
Prima c’è un solo servizio, poi arriva il doppio turno, poi si allungano gli orari e infine entrano in gioco giornate ibride, eventi, formule diverse.
Il problema è che questa evoluzione raramente viene accompagnata da un cambio di metodo. Si continua a gestire tutto come prima, solo più velocemente.
È qui che il lavoro inizia a pesare: non perché ci siano più clienti, ma perché ogni giornata diventa diversa e imprevedibile, e nessuno ha una visione completa di come dovrebbe funzionare davvero.
Il vero nodo: turni diversi significano flussi diversi
Gestire turni diversi non significa solo cambiare orario di apertura.
Significa gestire ritmi, durate e aspettative differenti.
Un cliente che prenota a pranzo ha un’idea di tempo diversa da chi prenota a cena.
Un tavolo del primo turno non vive la serata come uno del secondo.
Un weekend ha dinamiche completamente diverse da un martedì.
Quando queste differenze non sono chiarite prima, finiscono tutte sul tavolo del servizio.
Ed è lì che diventano problemi.
Clienti che non sanno di dover liberare il tavolo. Tavoli che durano più del previsto.
Zone della sala bloccate mentre altre restano vuote.
Staff che deve continuamente rimediare, spiegare, adattarsi.
Non perché qualcuno stia lavorando male, ma perché le regole non sono state definite a monte.
Quando l’informazione non circola, il servizio si irrigidisce
Uno degli effetti più comuni dei turni mal gestiti è la perdita di fluidità.
Lo staff lavora bene, ma è costretto a intervenire continuamente. Il responsabile di sala deve decidere tutto sul momento.
Il titolare diventa il punto di riferimento costante per sciogliere nodi che non dovrebbero nemmeno formarsi.
Questo crea una pressione continua che si accumula, servizio dopo servizio.
Il problema non è la presenza di più turni.
È il fatto che ogni turno venga gestito come un’eccezione, invece che come parte di un disegno più ampio.
Gestire turni diversi significa decidere prima, non spiegare dopo
I ristoranti che riescono a gestire bene orari e turni differenti hanno una cosa in comune:
non lasciano che siano il servizio o lo staff a “spiegare” le regole.
Le decisioni principali sono già state prese prima:
quanto dura mediamente un tavolo in quel turno
quali sono le fasce più delicate
come si gestiscono gli arrivi in anticipo o in ritardo
come cambia la sala nei diversi momenti della giornata
Questo non rende il ristorante rigido.
Lo rende più leggibile.
Quando le informazioni sono chiare, lo staff lavora con più serenità.
Quando il flusso è comprensibile, anche il cliente si adatta meglio.
Quando turni e orari diventano parte di un metodo
Il vero salto di qualità avviene quando turni e orari smettono di essere “un problema da gestire” e diventano parte del metodo di lavoro.
Quando:
la giornata è visibile nel suo insieme
i flussi sono distinguibili
le informazioni non dipendono dalla memoria di qualcuno
le decisioni urgenti diminuiscono
In questi casi, anche giornate complesse diventano sostenibili.
Non perché siano più semplici, ma perché sono meglio organizzate.
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È in questo punto che soluzioni come Plateform trovano il loro senso.
Non come strumento per “aggiungere funzionalità”, ma come struttura che rende leggibili turni, orari e flussi diversi in un unico sistema.
Collegare prenotazioni, sala, durate e informazioni permette al ristorante di gestire più turni senza moltiplicare il caos.
Non per automatizzare il lavoro, ma per togliere ambiguità prima che diventino problemi.
Quando il metodo è chiaro, il servizio torna a scorrere.
E i turni diversi smettono di essere una fonte di stress.
Conclusione
Gestire turni e orari diversi non è una questione di resistenza.
È una questione di metodo.
Quando il ristorante evolve, anche l’organizzazione deve farlo.
Altrimenti, ciò che nasce per ampliare le opportunità finisce per appesantire il lavoro quotidiano.
Un ristorante funziona davvero quando riesce ad adattarsi ai diversi momenti della giornata senza perdere controllo, fluidità ed equilibrio.
Ed è proprio lì che il caos smette di esistere.
Vuoi capire se il tuo metodo è adatto a gestire turni e orari diversi?
Puoi richiedere una demo gratuita di Plateform per vedere come organizzare prenotazioni, sala e flussi in modo coerente anche con più turni, orari variabili e giornate complesse.
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In molti ristoranti il caos non nasce da un errore evidente.
Nasce da qualcosa di più sottile: giornate che non funzionano tutte allo stesso modo, ma vengono gestite come se lo facessero.
Un pranzo feriale non è una cena del weekend. Un doppio turno non è un servizio unico. Un brunch non segue le stesse logiche di una serata piena.
Eppure, molto spesso, il metodo resta identico.
Stesse abitudini, stesse regole implicite, stessa gestione “a memoria”.
Finché il locale è piccolo o i volumi sono bassi, questo approccio regge.
Quando i turni aumentano e gli orari si diversificano, inizia a creare attrito.
Quando la complessità cresce, ma l’organizzazione no
Quasi nessun ristorante nasce complesso. La complessità arriva dopo, come conseguenza naturale del successo.
Prima c’è un solo servizio, poi arriva il doppio turno, poi si allungano gli orari e infine entrano in gioco giornate ibride, eventi, formule diverse.
Il problema è che questa evoluzione raramente viene accompagnata da un cambio di metodo. Si continua a gestire tutto come prima, solo più velocemente.
È qui che il lavoro inizia a pesare: non perché ci siano più clienti, ma perché ogni giornata diventa diversa e imprevedibile, e nessuno ha una visione completa di come dovrebbe funzionare davvero.
Il vero nodo: turni diversi significano flussi diversi
Gestire turni diversi non significa solo cambiare orario di apertura.
Significa gestire ritmi, durate e aspettative differenti.
Un cliente che prenota a pranzo ha un’idea di tempo diversa da chi prenota a cena.
Un tavolo del primo turno non vive la serata come uno del secondo.
Un weekend ha dinamiche completamente diverse da un martedì.
Quando queste differenze non sono chiarite prima, finiscono tutte sul tavolo del servizio.
Ed è lì che diventano problemi.
Clienti che non sanno di dover liberare il tavolo. Tavoli che durano più del previsto.
Zone della sala bloccate mentre altre restano vuote.
Staff che deve continuamente rimediare, spiegare, adattarsi.
Non perché qualcuno stia lavorando male, ma perché le regole non sono state definite a monte.
Quando l’informazione non circola, il servizio si irrigidisce
Uno degli effetti più comuni dei turni mal gestiti è la perdita di fluidità.
Lo staff lavora bene, ma è costretto a intervenire continuamente. Il responsabile di sala deve decidere tutto sul momento.
Il titolare diventa il punto di riferimento costante per sciogliere nodi che non dovrebbero nemmeno formarsi.
Questo crea una pressione continua che si accumula, servizio dopo servizio.
Il problema non è la presenza di più turni.
È il fatto che ogni turno venga gestito come un’eccezione, invece che come parte di un disegno più ampio.
Gestire turni diversi significa decidere prima, non spiegare dopo
I ristoranti che riescono a gestire bene orari e turni differenti hanno una cosa in comune:
non lasciano che siano il servizio o lo staff a “spiegare” le regole.
Le decisioni principali sono già state prese prima:
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quali sono le fasce più delicate
come si gestiscono gli arrivi in anticipo o in ritardo
come cambia la sala nei diversi momenti della giornata
Questo non rende il ristorante rigido.
Lo rende più leggibile.
Quando le informazioni sono chiare, lo staff lavora con più serenità.
Quando il flusso è comprensibile, anche il cliente si adatta meglio.
Quando turni e orari diventano parte di un metodo
Il vero salto di qualità avviene quando turni e orari smettono di essere “un problema da gestire” e diventano parte del metodo di lavoro.
Quando:
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i flussi sono distinguibili
le informazioni non dipendono dalla memoria di qualcuno
le decisioni urgenti diminuiscono
In questi casi, anche giornate complesse diventano sostenibili.
Non perché siano più semplici, ma perché sono meglio organizzate.
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Non come strumento per “aggiungere funzionalità”, ma come struttura che rende leggibili turni, orari e flussi diversi in un unico sistema.
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Non per automatizzare il lavoro, ma per togliere ambiguità prima che diventino problemi.
Quando il metodo è chiaro, il servizio torna a scorrere.
E i turni diversi smettono di essere una fonte di stress.
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Altrimenti, ciò che nasce per ampliare le opportunità finisce per appesantire il lavoro quotidiano.
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