Come organizzare eventi nel tuo ristorante e massimizzare le prenotazioni (senza stress)

Come organizzare eventi nel tuo ristorante

e massimizzare le prenotazioni (senza stress)

Come organizzare eventi nel tuo ristorante

e massimizzare le prenotazioni (senza stress)

Come organizzare eventi nel tuo ristorante e massimizzare le prenotazioni (senza stress)

Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

Recensioni

Rispondere alle recensioni negative del ristorante senza peggiorare le cose: a chi stai parlando davvero, cosa scrivere e cosa evitare.

Indice contenuti

  • Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

  • A chi stai rispondendo, davvero

  • Cosa succede quando rispondi a caldo

  • Come si scrive una risposta che lavora per te

  • Le recensioni false sono un'altra storia

  • Il modo migliore per gestirle è vederle arrivare

  • Le recensioni raccontano come reagisci, non come sei perfetto

Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

Arriva sempre nel momento peggiore. Sabato sera, sala piena, hai lavorato dodici ore e hai la sensazione di aver fatto un buon servizio. La mattina dopo apri il telefono e trovi due stelle, con una frase che ti sembra ingiusta.

La tentazione, in quel momento, è rispondere subito. Spiegare come sono andate davvero le cose, ricordare che quella sera c'erano ottanta coperti, magari far notare che il tavolo era arrivato con quaranta minuti di ritardo. È umano, ed è quasi sempre l'errore più costoso della settimana.

A chi stai rispondendo, davvero

La risposta a una recensione negativa non serve a convincere chi l'ha scritta: serve a mostrare a tutti gli altri come tratti i problemi. È una comunicazione pubblica rivolta ai clienti futuri, non un chiarimento privato con chi si è lamentato.

Chi ha lasciato quelle due stelle, nella maggior parte dei casi, non tornerà a leggere. Le decine di persone che nelle settimane successive apriranno la tua scheda mentre decidono dove cenare, invece, leggeranno tutto. Loro non stanno valutando l'episodio, che non hanno vissuto: stanno valutando te.

E siccome quasi nessuno sceglie un ristorante perché ha zero recensioni negative, quello che fa la differenza non è il voto singolo. È il tono con cui rispondi.

Cosa succede quando rispondi a caldo

Le risposte scritte di pancia si assomigliano tutte, e chi legge le riconosce al primo colpo. C'è quella difensiva, che ricostruisce la serata minuto per minuto e finisce per dare ragione al cliente sul fatto che qualcosa non ha funzionato. C'è quella ironica, che magari strappa un sorriso a te e allo staff ma comunica a tutti gli altri che con te è meglio non lamentarsi. E c'è quella copiata e incollata, sempre uguale sotto ogni recensione, che è forse la peggiore delle tre perché dice apertamente che non hai letto.

Poi c'è la risposta che nessuno scrive e che il lettore nota comunque: il silenzio. Una recensione negativa senza risposta, in mezzo a decine di altre con risposta, sembra un problema che non hai voluto affrontare.

Come si scrive una risposta che lavora per te

La regola più utile è aspettare. Non giorni, ma qualche ora sì: il tempo di rileggere la recensione da titolare e non da persona che ci ha messo l'anima in quel servizio.

Poi si parte dal riconoscimento. Non serve dare ragione su tutto, serve dimostrare di aver capito cosa è successo: chi legge deve sentire che la lamentela è arrivata a destinazione e non è stata liquidata. Subito dopo va bene un dettaglio concreto, qualcosa che dimostri che hai letto davvero quella recensione e non una qualsiasi. Se il problema erano i tempi di attesa, nominali; se era un piatto, nominalo.

La terza parte è quella che convince chi legge: cosa succede adesso. Non una promessa generica di miglioramento, ma una cosa specifica, anche piccola. Ne hai parlato con la cucina, hai cambiato il modo in cui gestisci le prenotazioni in quella fascia oraria, hai aggiunto una persona in sala il sabato. Infine, sposta la conversazione fuori dal pubblico, lasciando un contatto diretto per chi volesse riparlarne.

Un esempio, per capirci. A una recensione che dice "aspettato quaranta minuti per un primo, personale gentile ma sembrava fossero in tre a gestire tutto il locale", una risposta che funziona suona più o meno così:

Buongiorno Marco, quaranta minuti sono tanti e capisco che abbiano rovinato la serata. Sabato scorso abbiamo avuto due tavoli grandi in contemporanea e la cucina è andata in coda, la gentilezza dei ragazzi non basta a compensare un'attesa così. Da questa settimana abbiamo ridotto il numero di tavoli che accettiamo nella stessa fascia oraria, proprio per evitare che si ripeta. Se vuole darci un'altra occasione mi scriva pure a [email], la aspetto volentieri.

Poche righe, nessuna scusa che scarica la colpa e una cosa concreta che è cambiata. Chi la legge non pensa "quel ristorante ha un problema con i tempi". Pensa "quello è un ristoratore che ascolta".

Le recensioni false sono un'altra storia

Capita, soprattutto in estate, di ricevere recensioni da persone che non hanno mai messo piede nel locale. In quel caso la risposta cambia obiettivo: non stai parlando con un cliente deluso, stai chiarendo un equivoco davanti a un pubblico.

La regola è restare cortesi e asciutti. Una frase in cui spieghi che non risulta nessuna prenotazione o nessun passaggio con quel nome e inviti la persona a contattarti direttamente vale più di qualsiasi accusa. Chi legge capisce da solo.

Anche qui un esempio aiuta. A una recensione da una stella che descrive una serata che non riconosci, firmata da un nome che non compare da nessuna parte, puoi rispondere così:

Buongiorno, ho controllato le prenotazioni e i conti della serata che indica e non troviamo traccia del suo passaggio, né riconosciamo l'episodio che descrive. Può darsi che si tratti di uno scambio con un altro locale, capita più spesso di quanto si pensi. Se invece è stata da noi mi scriva pure a [email] indicando la data: sarò felice di capire cosa è successo e di rimediare.

Nessuna accusa, nessun punto esclamativo, e una porta lasciata aperta. Chi legge coglie perfettamente che quella recensione non sta in piedi, e allo stesso tempo vede un titolare che ha controllato prima di parlare. In parallelo puoi segnalare la recensione a Google, che le rimuove quando violano le sue regole, mettendo in conto che la procedura richiede tempo e non finisce sempre come vorresti.

Il modo migliore per gestirle è vederle arrivare

C'è un dato che vale la pena tenere a mente: secondo il Rapporto dell'Osservatorio Ristorazione, che raccoglie i giudizi dei clienti dei locali italiani, appena quattro clienti su cento si dicono davvero insoddisfatti dell'esperienza appena vissuta. L'immensa maggioranza consiglierebbe il locale in cui ha appena mangiato.

Il problema è che quei quattro sono anche i più motivati a scrivere, mentre gli altri, se nessuno glielo chiede, non lo fanno quasi mai. Ecco perché il lavoro vero sulle recensioni negative comincia prima che vengano scritte: chiedendo un parere a fine servizio, il malcontento ti arriva in privato mentre puoi ancora farci qualcosa, e la persona soddisfatta viene accompagnata a lasciare la sua recensione pubblica.

È lo stesso motivo per cui conviene chiedere le recensioni in modo sistematico invece di sperare che arrivino: una critica isolata dentro un flusso costante di giudizi positivi pesa poco, la stessa critica dentro un profilo fermo da mesi pesa moltissimo.

Quanto tempo hai per rispondere a una recensione negativa?

Qualche ora è il momento ideale, due o tre giorni sono ancora accettabili. Oltre la settimana la risposta perde efficacia, perché nel frattempo decine di persone hanno letto la recensione senza contraddittorio e chi l'ha scritta ha già archiviato la faccenda. Rispondere a distanza di mesi, invece, riporta la recensione in cima e la fa notare di nuovo.

Conviene chiedere al cliente di rimuovere una recensione negativa?

Meglio di no, a meno che non sia lui a proporlo. Chiedere la rimozione sposta l'attenzione sul voto invece che sul problema e mette il cliente in una posizione scomoda, con il rischio concreto che racconti pubblicamente anche la richiesta. Se risolvi bene la questione in privato, capita che sia la persona stessa a modificare il giudizio: è un risultato che si ottiene, ma non si chiede.

Le recensioni raccontano come reagisci, non come sei perfetto

Nessun ristorante lavora senza sbagliare mai, e chi sceglie dove cenare lo sa benissimo. Quello che le persone cercano quando scorrono le recensioni non è un profilo immacolato, è un segnale di affidabilità: un titolare presente, che risponde, che non si offende, che quando qualcosa non va lo sistema.

Google è ormai il posto in cui questa partita si gioca davvero, molto più dei portali specializzati che dominavano dieci anni fa. Vale la pena presidiarlo con lo stesso metodo con cui gestisci la sala: senza improvvisare e senza lasciare nulla in sospeso.

👉🏻 Scopri come raccogliere e gestire le recensioni del tuo ristorante in modo continuo con Plateform

Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

Recensioni

Rispondere alle recensioni negative del ristorante senza peggiorare le cose: a chi stai parlando davvero, cosa scrivere e cosa evitare.

Indice contenuti

  • Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

  • A chi stai rispondendo, davvero

  • Cosa succede quando rispondi a caldo

  • Come si scrive una risposta che lavora per te

  • Le recensioni false sono un'altra storia

  • Il modo migliore per gestirle è vederle arrivare

  • Le recensioni raccontano come reagisci, non come sei perfetto

Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

Arriva sempre nel momento peggiore. Sabato sera, sala piena, hai lavorato dodici ore e hai la sensazione di aver fatto un buon servizio. La mattina dopo apri il telefono e trovi due stelle, con una frase che ti sembra ingiusta.

La tentazione, in quel momento, è rispondere subito. Spiegare come sono andate davvero le cose, ricordare che quella sera c'erano ottanta coperti, magari far notare che il tavolo era arrivato con quaranta minuti di ritardo. È umano, ed è quasi sempre l'errore più costoso della settimana.

A chi stai rispondendo, davvero

La risposta a una recensione negativa non serve a convincere chi l'ha scritta: serve a mostrare a tutti gli altri come tratti i problemi. È una comunicazione pubblica rivolta ai clienti futuri, non un chiarimento privato con chi si è lamentato.

Chi ha lasciato quelle due stelle, nella maggior parte dei casi, non tornerà a leggere. Le decine di persone che nelle settimane successive apriranno la tua scheda mentre decidono dove cenare, invece, leggeranno tutto. Loro non stanno valutando l'episodio, che non hanno vissuto: stanno valutando te.

E siccome quasi nessuno sceglie un ristorante perché ha zero recensioni negative, quello che fa la differenza non è il voto singolo. È il tono con cui rispondi.

Cosa succede quando rispondi a caldo

Le risposte scritte di pancia si assomigliano tutte, e chi legge le riconosce al primo colpo. C'è quella difensiva, che ricostruisce la serata minuto per minuto e finisce per dare ragione al cliente sul fatto che qualcosa non ha funzionato. C'è quella ironica, che magari strappa un sorriso a te e allo staff ma comunica a tutti gli altri che con te è meglio non lamentarsi. E c'è quella copiata e incollata, sempre uguale sotto ogni recensione, che è forse la peggiore delle tre perché dice apertamente che non hai letto.

Poi c'è la risposta che nessuno scrive e che il lettore nota comunque: il silenzio. Una recensione negativa senza risposta, in mezzo a decine di altre con risposta, sembra un problema che non hai voluto affrontare.

Come si scrive una risposta che lavora per te

La regola più utile è aspettare. Non giorni, ma qualche ora sì: il tempo di rileggere la recensione da titolare e non da persona che ci ha messo l'anima in quel servizio.

Poi si parte dal riconoscimento. Non serve dare ragione su tutto, serve dimostrare di aver capito cosa è successo: chi legge deve sentire che la lamentela è arrivata a destinazione e non è stata liquidata. Subito dopo va bene un dettaglio concreto, qualcosa che dimostri che hai letto davvero quella recensione e non una qualsiasi. Se il problema erano i tempi di attesa, nominali; se era un piatto, nominalo.

La terza parte è quella che convince chi legge: cosa succede adesso. Non una promessa generica di miglioramento, ma una cosa specifica, anche piccola. Ne hai parlato con la cucina, hai cambiato il modo in cui gestisci le prenotazioni in quella fascia oraria, hai aggiunto una persona in sala il sabato. Infine, sposta la conversazione fuori dal pubblico, lasciando un contatto diretto per chi volesse riparlarne.

Un esempio, per capirci. A una recensione che dice "aspettato quaranta minuti per un primo, personale gentile ma sembrava fossero in tre a gestire tutto il locale", una risposta che funziona suona più o meno così:

Buongiorno Marco, quaranta minuti sono tanti e capisco che abbiano rovinato la serata. Sabato scorso abbiamo avuto due tavoli grandi in contemporanea e la cucina è andata in coda, la gentilezza dei ragazzi non basta a compensare un'attesa così. Da questa settimana abbiamo ridotto il numero di tavoli che accettiamo nella stessa fascia oraria, proprio per evitare che si ripeta. Se vuole darci un'altra occasione mi scriva pure a [email], la aspetto volentieri.

Poche righe, nessuna scusa che scarica la colpa e una cosa concreta che è cambiata. Chi la legge non pensa "quel ristorante ha un problema con i tempi". Pensa "quello è un ristoratore che ascolta".

Le recensioni false sono un'altra storia

Capita, soprattutto in estate, di ricevere recensioni da persone che non hanno mai messo piede nel locale. In quel caso la risposta cambia obiettivo: non stai parlando con un cliente deluso, stai chiarendo un equivoco davanti a un pubblico.

La regola è restare cortesi e asciutti. Una frase in cui spieghi che non risulta nessuna prenotazione o nessun passaggio con quel nome e inviti la persona a contattarti direttamente vale più di qualsiasi accusa. Chi legge capisce da solo.

Anche qui un esempio aiuta. A una recensione da una stella che descrive una serata che non riconosci, firmata da un nome che non compare da nessuna parte, puoi rispondere così:

Buongiorno, ho controllato le prenotazioni e i conti della serata che indica e non troviamo traccia del suo passaggio, né riconosciamo l'episodio che descrive. Può darsi che si tratti di uno scambio con un altro locale, capita più spesso di quanto si pensi. Se invece è stata da noi mi scriva pure a [email] indicando la data: sarò felice di capire cosa è successo e di rimediare.

Nessuna accusa, nessun punto esclamativo, e una porta lasciata aperta. Chi legge coglie perfettamente che quella recensione non sta in piedi, e allo stesso tempo vede un titolare che ha controllato prima di parlare. In parallelo puoi segnalare la recensione a Google, che le rimuove quando violano le sue regole, mettendo in conto che la procedura richiede tempo e non finisce sempre come vorresti.

Il modo migliore per gestirle è vederle arrivare

C'è un dato che vale la pena tenere a mente: secondo il Rapporto dell'Osservatorio Ristorazione, che raccoglie i giudizi dei clienti dei locali italiani, appena quattro clienti su cento si dicono davvero insoddisfatti dell'esperienza appena vissuta. L'immensa maggioranza consiglierebbe il locale in cui ha appena mangiato.

Il problema è che quei quattro sono anche i più motivati a scrivere, mentre gli altri, se nessuno glielo chiede, non lo fanno quasi mai. Ecco perché il lavoro vero sulle recensioni negative comincia prima che vengano scritte: chiedendo un parere a fine servizio, il malcontento ti arriva in privato mentre puoi ancora farci qualcosa, e la persona soddisfatta viene accompagnata a lasciare la sua recensione pubblica.

È lo stesso motivo per cui conviene chiedere le recensioni in modo sistematico invece di sperare che arrivino: una critica isolata dentro un flusso costante di giudizi positivi pesa poco, la stessa critica dentro un profilo fermo da mesi pesa moltissimo.

Quanto tempo hai per rispondere a una recensione negativa?

Qualche ora è il momento ideale, due o tre giorni sono ancora accettabili. Oltre la settimana la risposta perde efficacia, perché nel frattempo decine di persone hanno letto la recensione senza contraddittorio e chi l'ha scritta ha già archiviato la faccenda. Rispondere a distanza di mesi, invece, riporta la recensione in cima e la fa notare di nuovo.

Conviene chiedere al cliente di rimuovere una recensione negativa?

Meglio di no, a meno che non sia lui a proporlo. Chiedere la rimozione sposta l'attenzione sul voto invece che sul problema e mette il cliente in una posizione scomoda, con il rischio concreto che racconti pubblicamente anche la richiesta. Se risolvi bene la questione in privato, capita che sia la persona stessa a modificare il giudizio: è un risultato che si ottiene, ma non si chiede.

Le recensioni raccontano come reagisci, non come sei perfetto

Nessun ristorante lavora senza sbagliare mai, e chi sceglie dove cenare lo sa benissimo. Quello che le persone cercano quando scorrono le recensioni non è un profilo immacolato, è un segnale di affidabilità: un titolare presente, che risponde, che non si offende, che quando qualcosa non va lo sistema.

Google è ormai il posto in cui questa partita si gioca davvero, molto più dei portali specializzati che dominavano dieci anni fa. Vale la pena presidiarlo con lo stesso metodo con cui gestisci la sala: senza improvvisare e senza lasciare nulla in sospeso.

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Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

Recensioni

Rispondere alle recensioni negative del ristorante senza peggiorare le cose: a chi stai parlando davvero, cosa scrivere e cosa evitare.

Indice contenuti

  • Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

  • A chi stai rispondendo, davvero

  • Cosa succede quando rispondi a caldo

  • Come si scrive una risposta che lavora per te

  • Le recensioni false sono un'altra storia

  • Il modo migliore per gestirle è vederle arrivare

  • Le recensioni raccontano come reagisci, non come sei perfetto

Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

Arriva sempre nel momento peggiore. Sabato sera, sala piena, hai lavorato dodici ore e hai la sensazione di aver fatto un buon servizio. La mattina dopo apri il telefono e trovi due stelle, con una frase che ti sembra ingiusta.

La tentazione, in quel momento, è rispondere subito. Spiegare come sono andate davvero le cose, ricordare che quella sera c'erano ottanta coperti, magari far notare che il tavolo era arrivato con quaranta minuti di ritardo. È umano, ed è quasi sempre l'errore più costoso della settimana.

A chi stai rispondendo, davvero

La risposta a una recensione negativa non serve a convincere chi l'ha scritta: serve a mostrare a tutti gli altri come tratti i problemi. È una comunicazione pubblica rivolta ai clienti futuri, non un chiarimento privato con chi si è lamentato.

Chi ha lasciato quelle due stelle, nella maggior parte dei casi, non tornerà a leggere. Le decine di persone che nelle settimane successive apriranno la tua scheda mentre decidono dove cenare, invece, leggeranno tutto. Loro non stanno valutando l'episodio, che non hanno vissuto: stanno valutando te.

E siccome quasi nessuno sceglie un ristorante perché ha zero recensioni negative, quello che fa la differenza non è il voto singolo. È il tono con cui rispondi.

Cosa succede quando rispondi a caldo

Le risposte scritte di pancia si assomigliano tutte, e chi legge le riconosce al primo colpo. C'è quella difensiva, che ricostruisce la serata minuto per minuto e finisce per dare ragione al cliente sul fatto che qualcosa non ha funzionato. C'è quella ironica, che magari strappa un sorriso a te e allo staff ma comunica a tutti gli altri che con te è meglio non lamentarsi. E c'è quella copiata e incollata, sempre uguale sotto ogni recensione, che è forse la peggiore delle tre perché dice apertamente che non hai letto.

Poi c'è la risposta che nessuno scrive e che il lettore nota comunque: il silenzio. Una recensione negativa senza risposta, in mezzo a decine di altre con risposta, sembra un problema che non hai voluto affrontare.

Come si scrive una risposta che lavora per te

La regola più utile è aspettare. Non giorni, ma qualche ora sì: il tempo di rileggere la recensione da titolare e non da persona che ci ha messo l'anima in quel servizio.

Poi si parte dal riconoscimento. Non serve dare ragione su tutto, serve dimostrare di aver capito cosa è successo: chi legge deve sentire che la lamentela è arrivata a destinazione e non è stata liquidata. Subito dopo va bene un dettaglio concreto, qualcosa che dimostri che hai letto davvero quella recensione e non una qualsiasi. Se il problema erano i tempi di attesa, nominali; se era un piatto, nominalo.

La terza parte è quella che convince chi legge: cosa succede adesso. Non una promessa generica di miglioramento, ma una cosa specifica, anche piccola. Ne hai parlato con la cucina, hai cambiato il modo in cui gestisci le prenotazioni in quella fascia oraria, hai aggiunto una persona in sala il sabato. Infine, sposta la conversazione fuori dal pubblico, lasciando un contatto diretto per chi volesse riparlarne.

Un esempio, per capirci. A una recensione che dice "aspettato quaranta minuti per un primo, personale gentile ma sembrava fossero in tre a gestire tutto il locale", una risposta che funziona suona più o meno così:

Buongiorno Marco, quaranta minuti sono tanti e capisco che abbiano rovinato la serata. Sabato scorso abbiamo avuto due tavoli grandi in contemporanea e la cucina è andata in coda, la gentilezza dei ragazzi non basta a compensare un'attesa così. Da questa settimana abbiamo ridotto il numero di tavoli che accettiamo nella stessa fascia oraria, proprio per evitare che si ripeta. Se vuole darci un'altra occasione mi scriva pure a [email], la aspetto volentieri.

Poche righe, nessuna scusa che scarica la colpa e una cosa concreta che è cambiata. Chi la legge non pensa "quel ristorante ha un problema con i tempi". Pensa "quello è un ristoratore che ascolta".

Le recensioni false sono un'altra storia

Capita, soprattutto in estate, di ricevere recensioni da persone che non hanno mai messo piede nel locale. In quel caso la risposta cambia obiettivo: non stai parlando con un cliente deluso, stai chiarendo un equivoco davanti a un pubblico.

La regola è restare cortesi e asciutti. Una frase in cui spieghi che non risulta nessuna prenotazione o nessun passaggio con quel nome e inviti la persona a contattarti direttamente vale più di qualsiasi accusa. Chi legge capisce da solo.

Anche qui un esempio aiuta. A una recensione da una stella che descrive una serata che non riconosci, firmata da un nome che non compare da nessuna parte, puoi rispondere così:

Buongiorno, ho controllato le prenotazioni e i conti della serata che indica e non troviamo traccia del suo passaggio, né riconosciamo l'episodio che descrive. Può darsi che si tratti di uno scambio con un altro locale, capita più spesso di quanto si pensi. Se invece è stata da noi mi scriva pure a [email] indicando la data: sarò felice di capire cosa è successo e di rimediare.

Nessuna accusa, nessun punto esclamativo, e una porta lasciata aperta. Chi legge coglie perfettamente che quella recensione non sta in piedi, e allo stesso tempo vede un titolare che ha controllato prima di parlare. In parallelo puoi segnalare la recensione a Google, che le rimuove quando violano le sue regole, mettendo in conto che la procedura richiede tempo e non finisce sempre come vorresti.

Il modo migliore per gestirle è vederle arrivare

C'è un dato che vale la pena tenere a mente: secondo il Rapporto dell'Osservatorio Ristorazione, che raccoglie i giudizi dei clienti dei locali italiani, appena quattro clienti su cento si dicono davvero insoddisfatti dell'esperienza appena vissuta. L'immensa maggioranza consiglierebbe il locale in cui ha appena mangiato.

Il problema è che quei quattro sono anche i più motivati a scrivere, mentre gli altri, se nessuno glielo chiede, non lo fanno quasi mai. Ecco perché il lavoro vero sulle recensioni negative comincia prima che vengano scritte: chiedendo un parere a fine servizio, il malcontento ti arriva in privato mentre puoi ancora farci qualcosa, e la persona soddisfatta viene accompagnata a lasciare la sua recensione pubblica.

È lo stesso motivo per cui conviene chiedere le recensioni in modo sistematico invece di sperare che arrivino: una critica isolata dentro un flusso costante di giudizi positivi pesa poco, la stessa critica dentro un profilo fermo da mesi pesa moltissimo.

Quanto tempo hai per rispondere a una recensione negativa?

Qualche ora è il momento ideale, due o tre giorni sono ancora accettabili. Oltre la settimana la risposta perde efficacia, perché nel frattempo decine di persone hanno letto la recensione senza contraddittorio e chi l'ha scritta ha già archiviato la faccenda. Rispondere a distanza di mesi, invece, riporta la recensione in cima e la fa notare di nuovo.

Conviene chiedere al cliente di rimuovere una recensione negativa?

Meglio di no, a meno che non sia lui a proporlo. Chiedere la rimozione sposta l'attenzione sul voto invece che sul problema e mette il cliente in una posizione scomoda, con il rischio concreto che racconti pubblicamente anche la richiesta. Se risolvi bene la questione in privato, capita che sia la persona stessa a modificare il giudizio: è un risultato che si ottiene, ma non si chiede.

Le recensioni raccontano come reagisci, non come sei perfetto

Nessun ristorante lavora senza sbagliare mai, e chi sceglie dove cenare lo sa benissimo. Quello che le persone cercano quando scorrono le recensioni non è un profilo immacolato, è un segnale di affidabilità: un titolare presente, che risponde, che non si offende, che quando qualcosa non va lo sistema.

Google è ormai il posto in cui questa partita si gioca davvero, molto più dei portali specializzati che dominavano dieci anni fa. Vale la pena presidiarlo con lo stesso metodo con cui gestisci la sala: senza improvvisare e senza lasciare nulla in sospeso.

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Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

Recensioni

Rispondere alle recensioni negative del ristorante senza peggiorare le cose: a chi stai parlando davvero, cosa scrivere e cosa evitare.

Indice contenuti

  • Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

  • A chi stai rispondendo, davvero

  • Cosa succede quando rispondi a caldo

  • Come si scrive una risposta che lavora per te

  • Le recensioni false sono un'altra storia

  • Il modo migliore per gestirle è vederle arrivare

  • Le recensioni raccontano come reagisci, non come sei perfetto

Rispondere alle recensioni negative senza rovinare tutto

Arriva sempre nel momento peggiore. Sabato sera, sala piena, hai lavorato dodici ore e hai la sensazione di aver fatto un buon servizio. La mattina dopo apri il telefono e trovi due stelle, con una frase che ti sembra ingiusta.

La tentazione, in quel momento, è rispondere subito. Spiegare come sono andate davvero le cose, ricordare che quella sera c'erano ottanta coperti, magari far notare che il tavolo era arrivato con quaranta minuti di ritardo. È umano, ed è quasi sempre l'errore più costoso della settimana.

A chi stai rispondendo, davvero

La risposta a una recensione negativa non serve a convincere chi l'ha scritta: serve a mostrare a tutti gli altri come tratti i problemi. È una comunicazione pubblica rivolta ai clienti futuri, non un chiarimento privato con chi si è lamentato.

Chi ha lasciato quelle due stelle, nella maggior parte dei casi, non tornerà a leggere. Le decine di persone che nelle settimane successive apriranno la tua scheda mentre decidono dove cenare, invece, leggeranno tutto. Loro non stanno valutando l'episodio, che non hanno vissuto: stanno valutando te.

E siccome quasi nessuno sceglie un ristorante perché ha zero recensioni negative, quello che fa la differenza non è il voto singolo. È il tono con cui rispondi.

Cosa succede quando rispondi a caldo

Le risposte scritte di pancia si assomigliano tutte, e chi legge le riconosce al primo colpo. C'è quella difensiva, che ricostruisce la serata minuto per minuto e finisce per dare ragione al cliente sul fatto che qualcosa non ha funzionato. C'è quella ironica, che magari strappa un sorriso a te e allo staff ma comunica a tutti gli altri che con te è meglio non lamentarsi. E c'è quella copiata e incollata, sempre uguale sotto ogni recensione, che è forse la peggiore delle tre perché dice apertamente che non hai letto.

Poi c'è la risposta che nessuno scrive e che il lettore nota comunque: il silenzio. Una recensione negativa senza risposta, in mezzo a decine di altre con risposta, sembra un problema che non hai voluto affrontare.

Come si scrive una risposta che lavora per te

La regola più utile è aspettare. Non giorni, ma qualche ora sì: il tempo di rileggere la recensione da titolare e non da persona che ci ha messo l'anima in quel servizio.

Poi si parte dal riconoscimento. Non serve dare ragione su tutto, serve dimostrare di aver capito cosa è successo: chi legge deve sentire che la lamentela è arrivata a destinazione e non è stata liquidata. Subito dopo va bene un dettaglio concreto, qualcosa che dimostri che hai letto davvero quella recensione e non una qualsiasi. Se il problema erano i tempi di attesa, nominali; se era un piatto, nominalo.

La terza parte è quella che convince chi legge: cosa succede adesso. Non una promessa generica di miglioramento, ma una cosa specifica, anche piccola. Ne hai parlato con la cucina, hai cambiato il modo in cui gestisci le prenotazioni in quella fascia oraria, hai aggiunto una persona in sala il sabato. Infine, sposta la conversazione fuori dal pubblico, lasciando un contatto diretto per chi volesse riparlarne.

Un esempio, per capirci. A una recensione che dice "aspettato quaranta minuti per un primo, personale gentile ma sembrava fossero in tre a gestire tutto il locale", una risposta che funziona suona più o meno così:

Buongiorno Marco, quaranta minuti sono tanti e capisco che abbiano rovinato la serata. Sabato scorso abbiamo avuto due tavoli grandi in contemporanea e la cucina è andata in coda, la gentilezza dei ragazzi non basta a compensare un'attesa così. Da questa settimana abbiamo ridotto il numero di tavoli che accettiamo nella stessa fascia oraria, proprio per evitare che si ripeta. Se vuole darci un'altra occasione mi scriva pure a [email], la aspetto volentieri.

Poche righe, nessuna scusa che scarica la colpa e una cosa concreta che è cambiata. Chi la legge non pensa "quel ristorante ha un problema con i tempi". Pensa "quello è un ristoratore che ascolta".

Le recensioni false sono un'altra storia

Capita, soprattutto in estate, di ricevere recensioni da persone che non hanno mai messo piede nel locale. In quel caso la risposta cambia obiettivo: non stai parlando con un cliente deluso, stai chiarendo un equivoco davanti a un pubblico.

La regola è restare cortesi e asciutti. Una frase in cui spieghi che non risulta nessuna prenotazione o nessun passaggio con quel nome e inviti la persona a contattarti direttamente vale più di qualsiasi accusa. Chi legge capisce da solo.

Anche qui un esempio aiuta. A una recensione da una stella che descrive una serata che non riconosci, firmata da un nome che non compare da nessuna parte, puoi rispondere così:

Buongiorno, ho controllato le prenotazioni e i conti della serata che indica e non troviamo traccia del suo passaggio, né riconosciamo l'episodio che descrive. Può darsi che si tratti di uno scambio con un altro locale, capita più spesso di quanto si pensi. Se invece è stata da noi mi scriva pure a [email] indicando la data: sarò felice di capire cosa è successo e di rimediare.

Nessuna accusa, nessun punto esclamativo, e una porta lasciata aperta. Chi legge coglie perfettamente che quella recensione non sta in piedi, e allo stesso tempo vede un titolare che ha controllato prima di parlare. In parallelo puoi segnalare la recensione a Google, che le rimuove quando violano le sue regole, mettendo in conto che la procedura richiede tempo e non finisce sempre come vorresti.

Il modo migliore per gestirle è vederle arrivare

C'è un dato che vale la pena tenere a mente: secondo il Rapporto dell'Osservatorio Ristorazione, che raccoglie i giudizi dei clienti dei locali italiani, appena quattro clienti su cento si dicono davvero insoddisfatti dell'esperienza appena vissuta. L'immensa maggioranza consiglierebbe il locale in cui ha appena mangiato.

Il problema è che quei quattro sono anche i più motivati a scrivere, mentre gli altri, se nessuno glielo chiede, non lo fanno quasi mai. Ecco perché il lavoro vero sulle recensioni negative comincia prima che vengano scritte: chiedendo un parere a fine servizio, il malcontento ti arriva in privato mentre puoi ancora farci qualcosa, e la persona soddisfatta viene accompagnata a lasciare la sua recensione pubblica.

È lo stesso motivo per cui conviene chiedere le recensioni in modo sistematico invece di sperare che arrivino: una critica isolata dentro un flusso costante di giudizi positivi pesa poco, la stessa critica dentro un profilo fermo da mesi pesa moltissimo.

Quanto tempo hai per rispondere a una recensione negativa?

Qualche ora è il momento ideale, due o tre giorni sono ancora accettabili. Oltre la settimana la risposta perde efficacia, perché nel frattempo decine di persone hanno letto la recensione senza contraddittorio e chi l'ha scritta ha già archiviato la faccenda. Rispondere a distanza di mesi, invece, riporta la recensione in cima e la fa notare di nuovo.

Conviene chiedere al cliente di rimuovere una recensione negativa?

Meglio di no, a meno che non sia lui a proporlo. Chiedere la rimozione sposta l'attenzione sul voto invece che sul problema e mette il cliente in una posizione scomoda, con il rischio concreto che racconti pubblicamente anche la richiesta. Se risolvi bene la questione in privato, capita che sia la persona stessa a modificare il giudizio: è un risultato che si ottiene, ma non si chiede.

Le recensioni raccontano come reagisci, non come sei perfetto

Nessun ristorante lavora senza sbagliare mai, e chi sceglie dove cenare lo sa benissimo. Quello che le persone cercano quando scorrono le recensioni non è un profilo immacolato, è un segnale di affidabilità: un titolare presente, che risponde, che non si offende, che quando qualcosa non va lo sistema.

Google è ormai il posto in cui questa partita si gioca davvero, molto più dei portali specializzati che dominavano dieci anni fa. Vale la pena presidiarlo con lo stesso metodo con cui gestisci la sala: senza improvvisare e senza lasciare nulla in sospeso.

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